Ciao, quando hai aperto il tuo primo blog? è sempre quello? come si è evoluto?
Il 25 novembre 2000 ho fatto
Wittgenstein: era un sito archivio dei miei articoli. Il 4 ottobre 2001 ho cominciato a tenerci anche un weblog.
Come hai scoperto i blog?
Non so se li ho scoperti. Nel senso che ho progettato già tra il 1997 e il 1999 di costruire un giornale online fatto di links a contenuti esterni, una specie di Internazionale online. Poi, nel 2000, ho proposto a una società che costruiva cose internet di creare un servizio di motore di ricerca per contenuti giornalistici e news, che abbiamo avviato assieme e poi ho lasciato per fare altro. Probabilmente la forma weblog è stata lo sbocco naturale di queste inclinazioni, ma non mi ricordo quando l'ho incontrata per la prima volta in quanto tale.
Perchè hai iniziato a bloggare? e perchè continui a farlo?
Per i motivi che ho accennato sopra: penso che in giro si pubblichino molte più cose interessanti di quelle che si riescono a leggere, e che se ne leggano molte inutili. Mi piacciono tutti i lavori di selezione in questo senso.
Di cosa scrivi sul tuo blog? perchè?
Scrivo poco, per il 95% metto links e brevi didascalie. Quello che scrivo, è perchè mi pare di poter raccontare qualcosa di interessante che mi è capitato - anche grazie alla mia professione privilegiata - o di poter fare lo spiritoso.
Cosa ti sta portando bloggare?
Mi diverto. La selezione funziona. Mi aiuta a cercare e trovare cose interessanti. Molti mi scrivono, e mi segnalano altre cose. Mi sono fatto un giornale, di contrabbando.
Come si evolverà secondo te questo fenomeno?
Non credo che si evolverà . Sarà più noto e più letto. Sarà più usato. Sarà applicato in altri contesti. Ma la rivoluzione è stata nei links, e in parte minore, nella massificazione data dai blog software.
Perchè credi stia avendo così tanto successo?
Perché alcuni blog sono spiritosi. Perché alcuni trovano cose eccellenti in giro e le scelgono al posto tuo. Perché creano l'effetto abitudine, affezionamento, fidelizzazione, tormentone. Questo per il successo presso i lettori. Per il successo presso gli autori, che sono più dei lettori, direi si tratti di una cosa di vanità e senso di onnipotenza.
E tu come vorresti che evolvesse?
Non so. Credo che vorrei che non ne nascessero troppi altri. Non per l'elitario atteggiamento degli iniziati, che trovo insopportabile. Ma perché non ce la farò a seguirli tutti, diventa una tortura come quella dei giornali. E la selezione non è più una selezione.
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